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SERVIZI FISCALI

Servizi di consulenza del lavoro, fiscale e tributaria

Associazioni

Associazione senza scopo di lucro: 
che cos’è, come si costituisce, quali sono 
gli adempimenti dei soci.

L’associazione è un ente privato che non ha scopo di lucro, costituito da un gruppo di persone unite per una finalità di interesse collettivo e che utilizza le proprie risorse finanziarie per (sociali, religiosi, culturali, sportivi).
Per poter costituire un’associazione è necessaria una “base” di almeno 3 persone e la redazione per iscritto di un atto costitutivo e dello statuto dell’ente.


L’atto costitutivo è l’accordo con cui più soggetti decidono di istituire l’associazione, che deve contenere la denominazione dell’ente, lo scopo, il patrimonio e la sede.
Lo statuto è invece l’atto che contiene le regole che disciplinano lo svolgimento dell’attività.

Come si redige lo statuto di un’associazione culturale?

Lo statuto dell’associazione deve essere redatto per iscritto. 
Al suo interno bisogna specificare:

  • la denominazione dell’associazione;
  • l’oggetto sociale;
  • il rappresentante legale dell’associazione;
  • l’assenza di fini di lucro e l’impossibilità di dividere i proventi dell’attività tra gli associati, anche indirettamente;
  • l’orientamento a principi di democrazia e uguaglianza delle norme sull’ordinamento interno;
    la previsione degli stessi diritti per tutti gli associati;
  • che le cariche sociali sono elettive;
  • la previsione di un rendiconto economico-finanziario obbligatorio le cui modalità per l’approvazione devono essere predeterminate;
  • che gli associati o i partecipanti devono avere pari diritto di voto per approvare e modificare lo statuto e i regolamenti e per nominare gli organi direttivi dell’associazione;
  • la previsione della libera eleggibilità degli organi amministrativi, l’operatività del principio del voto singolo e la sovranità dell’assemblea dei soci, associati o partecipanti, assieme ai criteri di ammissione ed esclusione;
  • la previsione di idonei criteri e forme di pubblicità delle convocazioni assembleari, delle deliberazioni dei bilanci o rendiconti;
  • l’intrasmissibilità delle quote e dei contributi associativi (ad eccezione del trasferimento a causa di morte) e la loro rivalutabilità;
  • la previsione delle modalità di scioglimento, con obbligo di devolvere il patrimonio alla cessazione dell’associazione ad enti che perseguono la stessa finalità.

Come si chiede il codice fiscale dell’associazione ?

Una volta redatti per iscritto atto e statuto, è necessario richiedere il codice fiscale dell’associazione presso l’agenzia delle entrate.

Come si registrano l’atto e lo statuto dell’associazione culturale?

Ottenuto il codice fiscale, bisogna registrare atto e statuto presentando all’ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate:

  • il modello 69 (reperibile presso il sito web dell’Agenzia delle Entrate), da compilare in duplice copia;
  • due originali dell’atto da registrare o, in alternativa, un originale e una fotocopia;
  • una marca da bollo da 16 euro ogni 4 facciate o 100 righe (con data di emissione non successiva alla stipula);
  • il modello di pagamento F23 per l’imposta di registro, in cui vanno inseriti:
    • all’interno del campo 6, “ufficio o ente” va inserito il codice dell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate dove si intende effettuare la registrazione;
    • all’interno del campo 9, la causale RP (registrazione atto privato);
    • all’interno del campo 11, il codice tributo 109T;
    • all’interno del campo 13, l’importo dell’imposta di registro da versare, pari a 200 euro.

Come si apre la partita Iva dell’associazione?

Solo se l’associazione intende effettuare delle operazioni rilevanti ai fini Iva (attività commerciali), dovrà presentare il modello AA7/10, in modalità telematica, per l’apertura della partita Iva.

Cos’è il Modello Eas?

Deve essere poi presentato, entro 60 giorni dalla costituzione, il modello Eas, che serve a comunicare i dati fiscalmente rilevanti all’Agenzia delle entrate.

Il modello Eas è reperibile all’interno del sito dell’Agenzia delle Entrate e deve essere ripresentato ogni qualvolta si verifichino variazioni dei dati fiscalmente rilevanti, entro il 31 marzo dell’anno successivo.

Il modello può essere trasmesso solo telematicamente: la mancata trasmissione è ravvedibile, entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile, pagando una sanzione di 250 euro.

Che cos’è un’Associazione Sportiva Dilettantistica?

È un ente associativo affiliato alle Federazioni Sportive Nazionali o alle Discipline Sportive Associate o agli Enti di Promozione Sportiva; che svolge attività sportiva dilettantistica, definita nell’ambito della normativa regolamentare degli organismi federali a cui l’Associazione è affiliata.

Il CONI è l’unico ente certificatore dell’effettiva attività sportiva svolta dalle Società ed Associazioni Sportive dilettantistiche e garante dell’unicità dell’ordinamento sportivo nazionale e trasmette annualmente al Ministero dell’economia e delle finanze – Agenzia delle Entrate l’elenco delle Società ed associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi.

Come si determina il Regime fiscale forfettario delle associazioni?

Le associazioni sportive (o società) dilettantistiche in regime fiscale forfetario beneficiano di una serie di vantaggi sia in termini di esonero di adempimenti che di aliquote impositive. Per godere del regime fiscale agevolato gli interessati devono svolgere l’attività attenendosi a quanto previsto nello statuto e, al contempo, rispettare le direttive impartite dal Coni o dalle Federazioni sportive.

Si ricorda che il regime fiscale agevolato, introdotto per avvantaggiare le associazioni sportive dilettantistiche, è stato esteso anche a:

  • associazioni senza scopo di lucro e associazioni pro loco;
  • associazioni bandistiche, cori amatoriali, filodrammatiche, associazioni di musica e danza popolare legalmente costituite.

Per fruire del regime fiscale agevolato è necessario che venga rispettato il limite massimo di proventi commerciali annui.

In particolare, per poter fruire dell’opzione per la determinazione forfetaria del reddito, le associazioni devono aver conseguito proventi derivanti dall’attività commerciale per un importo non superiore a 400.000 euro (tetto elevato a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data del 1° gennaio 2017).

Da non trascurare uno degli adempimenti fondamentali per l’adozione del regime forfetario ossia la comunicazione da effettuarsi alla SIAE entro il 31 dicembre dell’anno precedente per il quale si intende usufruire di detto regime. La stessa comunicazione va effettuata anche nell’ipotesi si volesse revocare il regime.

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20 Novembre, 2018